Ai lettori
Pubblicato 20 Marzo 2009 Uncategorized Lascia un commentoTags: pubblicazioni sospese, viaggio d'istruzione
Solidarietà ai camerati del Blocco Studentesco di Napoli aggrediti da teppaglia antifascista
Pubblicato 20 Marzo 2009 Uncategorized Lascia un commentoTags: aggressione antifascista, antifa qua qua qua, blocco studentesco, napoli, solidarietà ai camerati, vigliaccheria comunista

Anche la “rossa” Bologna ha la sua… Faccetta Nera
Pubblicato 19 Marzo 2009 Uncategorized Lascia un commentoTags: architettura fascista, bologna, Faccetta Nera, ventennio

L’edificio che potete vedere nell’immagine in alto è Palazzo Faccetta Nera.
Sito in Via Marconi 22 (l’ex Via Roma), venne progettato nel 1936 dall’architetto Francesco Santini ed è riconoscibile per l’originale facciata rivestita da un motivo di losanghe concentriche, decorazione assolutamente inedita per l’epoca. È inoltre possibile notare un portico architravato, elemento caratteristico del Ventennio che lo considerava massima espressione di forza e romana volontà.
Il gruppo di discussione sul Futurismo regolarmente presente all’Assemblea del Minghetti
Pubblicato 18 Marzo 2009 Uncategorized 1 CommentoTags: apprezzamenti, assemblea d'istituto, balla, boccioni, carrà, crali, Elia Pirone, futurismo, liceo Minghetti, marinetti

Il gruppo di discussione e dibattito inerente al Futurismo, organizzato da Elia Pirone, si è tenuto regolarmente nella prima parte dell’Assemblea d’Istituto di oggi.
Con l’ausilio di un computer e di un proiettore, è stata fatta un’analisi storico-sociale approfondita dell’esperienza futurista in Italia e in Europa.
Da segnalare l’apprezzamento dei partecipanti nei confronti delle tematiche trattate.
Nonostante il numero non elevatissimo di studenti intervenuti dovuto molto probabilmente allo sciopero generale odierno, chi scrive si considera soddisfatto per il lavoro svolto.
Futurismo al Minghetti
Pubblicato 16 Marzo 2009 Uncategorized 1 CommentoTags: assemblea d'istituto, avanguardia artistica, boccioni, carrà, dibattito, dipinti, Elia Pirone, futurismo, gruppo di discussione, idea futurista, libri, liceo Minghetti, manifesti programmatici, marinetti, musica, opere, palazzeschi, russolo, severini
Il gruppo di discussione sul futurismo, proposto e organizzato da Elia Pirone, è stato autorizzato e sarà presente all’Assemblea d’Istituto del 18 marzo del liceo M. Minghetti.
Verrà proposta la lettura dei “manifesti programmatici” , il commento di varie tipologie di opere degli artisti facenti parte del movimento di Marinetti, un’analisi approfondita dell’esperienza storica, sociale, artistica e morale di questa avanguardia.
Al termine, gli studenti partecipanti potranno porre domande o dare il via a un dibattito.
(nell’immagine, L. Russolo, C. Carrà, F.T. Marinetti, U. Boccioni, G. Severini)

Ancora violenza cinese contro il Tibet
Pubblicato 10 Marzo 2009 Uncategorized 1 CommentoTags: an tuo, capital-comunismo, cina, dalai lama, free tibet, italia, monaci tibetani arrestati, repressione cinese, tibet, tibet libero

Ancora un episodio di inaccettabile violenza da parte del regime capital-comunista cinese ai danni del Tibet. 109 monaci tibetani del monastero di An Tuo (molto vicino al confine con il Tibet) sono stati arrestati ieri per aver partecipato a una manifestazione pacifica il 25 febbraio, il giorno in cui ricorre il capodanno tibetano. I monaci arrestati verranno ora sottoposti a un “programma di rieducazione”, come lo chiama il regime cinese, ossia la prigionia all’interno di campi di lavoro. Fermati per tre ore anche due giornalisti italiani, che non avevano violato alcuna legge cinese, poi rilasciati.
E’ inammissibile che, di fronte a tali episodi di ingiustificabile violenza perpetrata contro il popolo tibetano, la comunità internazionale continui omertosamente a tacere e ad avallare di fatto la vergognosa linea politica basata sulla repressione tenuta dal regime capital-comunista cinese.
LIBERTA’ PER IL TIBET !
____________________
leggi l’articolo dell’Associazione Italia-Tibet: QUI
Le Corbusier, un’architettura a misura d’uomo
Pubblicato 4 Marzo 2009 Uncategorized 2 CommentiTags: architettura a misura d'uomo, funzionalismo, Le Corbusier, movimento moderno, razionalismo

“Solo l’utente ha la parola”, dice nel suo Modulor Charles-Edouard Jeanneret-Gris, meglio conosciuto come Le Corbusier.
Egli, uno dei massimi esponenti del Movimento Moderno (in Italia definito come Razionalismo prima del Secondo conflitto mondiale e Funzionalismo negli anni ’70-80’), ideò quella che oggi viene unanimemente considerata “un’architettura a misura d’uomo”, le cui idee sono espresse per l’appunto nel suo Le Modulor. Nell’opera dell’architetto svizzero pubblicata nel 1948, Le Corbusier ricerca “una gamma di misure armoniose per soddisfare la dimensione umana, applicabile universalmente all’architettura e alle cose meccaniche” e giungere così alla proporzione perfetta tra uomo e funzionalità architettonica, elementi visti come complementari e inscindibili. Non si può – afferma Le Corbusier – pensare l’urbanistica con una metodologia applicativa che non tenga conto e delle istanze geografico-spaziali e dell’esistenza umana rapportata allo spazio geografico. Ed è appunto da questa convinzione dalla quale il Modulor , che è espressione diretta e concreta del pensiero architettonico di Le Corbusier, prende le mosse e sviluppa una tesi basata sulle figure umane, la doppia unità, la sequenza di Fibonacci e la sezione aurea, concetti rivisti e riproposti in chiave urbanistica e geografica.
La rappresentazione grafica del Modulor è suggestiva: una figura umana stilizzata con un braccio steso sopra il capo si trova vicino a due misurazioni verticali, la serie rossa basata sull’altezza del plesso solare (108 cm nella versione originale, 1.13 m nella versione rivista) poi divisa in segmenti secondo il numero Phi, e la serie blu basata sull’intera altezza della figura, doppia rispetto all’altezza del plesso solare (216 cm nella versione originale, 2.26 m nella rivista), e divisa in segmenti allo stesso modo. Una spirale, sviluppata graficamente tra la serie rossa e la blu, sembra mimare il volume della figura umana.
Il fatto che il Modulor lecorbuseriano abbia come caratteristica prevalente quella di poter replicare potenzialmente all’infinito la matrice su cui si basa la costruzione degli edifici permette all’architetto svizzero di edificare interi quartieri in tempi rapidissimi (il quartiere Pessac di Bordeaux fu costruito, nel 1925, in meno di un anno).
Poiché l’architettura lecorbuseriana è ragionata e sviluppata in funzione della classe del proletariato, Le Corbusier elabora tra il 1945 e il 1952 una serie di “unità abitative” da costruire a Marsiglia, anche se – come presto ci si accorgerà – quelle di Le Corbusier non sono singole unità abitative, bensì imponenti edifici-città di diciassette piani regolati secondo criteri preorganizzati (abitazioni per singoli, coppie, famiglie da tre, quattro, o più persone).
Se qualcuno ritenesse di poter distinguere l’architettura di Le Corbusier dalle forme geometricamente armoniche (e grandiose!) dei suoi edifici, dovrà ricredersi in quanto ciò che più differenzia le opere dell’architetto svizzero sono le immense terrazze-giardino. Esse si compongono di una piscina centrale e un proliferare di vegetazione naturale funzionale al fatto di dover, in un certo qual modo, riacquistare quella proporzione di verde persa nella costruzione dell’edificio.
Certamente è difficile scorgere nell’opera lecorbuseriana qualcosa lasciata al caso o all’interpretazione estemporanea degli addetti ai lavori, visto che nulla è trascurato, nulla viene lasciato indietro.


Commenti